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Manor Solomon è un esterno offensivo moderno, di statura contenuta ma con un baricentro basso che gli permette cambi di direzione rapidi e continui. Predilige partire largo per poi accentrarsi palla al piede, sfruttando la sua conduzione nello stretto e una progressione palla incollata al piede che lo rende difficile da leggere per il diretto marcatore. È un giocatore istintivo, che vive molto sul ritmo e sull’abilità nell’uno contro uno. Tatticamente può agire su entrambe le fasce, ma si esprime al meglio quando rientra sul piede forte per calciare o rifinire tra le linee. Ama ricevere tra le linee o sulla corsia, fronte alla porta, per poi puntare l’uomo o combinare nello stretto con mezzali e centravanti. La sua mobilità lo rende utile anche come seconda punta “ibrida” in sistemi che chiedono grande intercambiabilità alle posizioni offensive. Dal punto di vista tecnico spiccano il primo controllo orientato, la rapidità di piedi e la capacità di creare superiorità numerica in duelli diretti. Ha un buon tiro da media distanza e una discreta sensibilità nel servire l’ultimo passaggio, soprattutto in situazioni di transizione offensiva. Nelle serate migliori è in grado di spaccare le partite con una giocata, un dribbling o un cambio di passo improvviso. I limiti emergono soprattutto sul piano fisico e della continuità. Soffre i contatti spalle alla porta e tende talvolta a sparire dal gioco se non coinvolto con frequenza, affidandosi troppo alla giocata individuale. Anche la fase difensiva può essere discontinua: il pressing iniziale è buono, ma la partecipazione alle coperture lunghe e al lavoro sulla propria corsia va gestita e protetta da una struttura tattica solida. Rimane però un profilo ideale in squadre che cercano imprevedibilità, velocità e qualità nell’ultimo terzo di campo. |